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Non esisteva il tempo, l'uomo il suo inventore non era ancora nato.
il lago trascorreva un'infanzia tranquilla, inventando forme,
scoprendo colori, seminando vita, gestendo concetti ed idee,
proponendo culture ispirate al senso magico religioso.
Civiltà sparite che il lago, madre, ha preservato:
raccontando leggende, con misteri di navi, palafitte, templi.
Luoghi magici, dove ninfee e orchidee giocavano con la luce.
Prima l'uomo pescatore, pittore, musicista, poeta, sportivo;
poi l'uomo senza memoria, l'uomo tecnologico, con effetti devastatori,
non calcolati per tempo, o semplicemente dimenticati,
distribuiva morte nel lago.
Ancora l'uomo, che con impegno continuo, ora per ora, giorno per giorno,
pensa al suo ambiente, lo strappa alla morte, e comprende il problema della sua,
della nostra sopravvivenza e della libertà del lago,
la sua vita come fatto di coscienza.
 
Yuliana Arbelaes